” “”E’ un segnale positivo che il referendum abrogativo totale sulla legge n. 40/2004 in materia di procreazione medicalmente assistita sia stato dichiarato inammissibile”: è il giudizio di Lorenza Violini, presidente del Comitato “Umanesimo integrale” per la difesa dei diritti fondamentali della persona (composto da 13 professori di diritto costituzionale di varie Facoltà italiane), in una nota diffusa nel pomeriggio. “Verosimilmente aggiunge Violini la Corte costituzionale ha deciso in tal senso poiché su questa materia, che tocca valori fondamentali, essa stessa aveva dichiarato essere necessaria una legge e, contro la Costituzione, il vuoto legislativo”.Tuttavia “appare difficilmente comprensibile la dichiarazione di ammissibilità di almeno due dei referendum parziali: quello sulla libertà di ricerca e quello volto ad eliminare i limiti alla tutela del concepito”. Infatti “tali quesiti referendari mettono in pericolo principi costituzionali anzitutto quello della tutela della dignità umana sin dal concepimento, il quale deve necessariamente prevalere sulla libertà di ricerca e deve trovare una imprescindibile tutela nelle procedure di procreazione assistita che non possono essere soppressi senza intaccare la stessa Costituzione”. “Anche dopo la decisione della Corte afferma la presidente del Comitato sarebbe opportuna una ripresa del dialogo parlamentare sulla legge n. 40, la quale è sicuramente migliorabile, anche in alcuni punti coinvolti dai quesiti referendari”. Secondo Violini “l’intervento del Parlamento non sarebbe comunque evitabile, anche qualora il referendum ottenesse gli effetti sperati dai suoi promotori, essendo questa la sede in cui riprendere magari in un contesto più sereno una riflessione seria sui temi della tutela della vita umana, di cui la nostra società ha estremamente bisogno”.