PUBBLICHIAMO LA NOTA SIR SULLA PROLUSIONE DEL CARD. CAMILLO RUINI AL CONSIGLIO EPISCOPALE PERMANENTE IN CORSO A BARI. Non si è sottratto, il cardinal Ruini, nell’attesa prolusione al Consiglio Permanente, al tema caldo dei referendum.
Ma lo ha inquadrato in un discorso di grande respiro, articolato in due passaggi. C’è un punto strutturale infatti che sta a cuore ai vescovi: il "sistema Italia". O, più esattamente, il fatto che il Paese ha le capacità e le risorse per un rinnovato sviluppo, ma stenta, non riesce ad innescare un circuito positivo. Sembra a tratti, anche per le pastoie di una interminabile transizione e di una continua litigiosità e tensione politica, avvilupparsi in se stesso. Da un buon decennio, da quanto cioè questa transizione si è aperta, questa è la posizione politica della Chiesa come "forza sociale". Non vincolata alla politica degli schieramenti, ma fortemente impegnata sulla politica nel senso forte, come forma esigente di servizio e di carità.
Se è necessario lavorare con lungimiranza per assicurare le condizioni istituzionali, economiche, infrastrutturali per un rinnovato sviluppo e siamo al secondo passaggio – non meno urgente è riaffermare con forza, di fronte alle nuove ed inedite possibilità offerte dallo sviluppo tecnologico applicato ai più delicati meccanismi della riproduzione e della vita, i fondamentali interessi e diritti della persona umana.
Il momento è delicato: oggi si fanno scelte improntati per il futuro. E anche qui la Chiesa ha una posizione precisa, che è peraltro condivisa da tanti. Non è una posizione confessionale, ma a difesa dell’identità, dell’unicità e della salvaguardia della vita dal suo concepimento al suo termine naturale.
Qui allora si arriva alla questione pratica dei referendum, che peraltro sono ancora lontani: anche nell’ipotesi di data più favorevole alle tesi dei radicali si svolgeranno comunque dopo un importante confronto elettorale, le regionali.
Primo punto: la posizione della Chiesa sulla legge è chiara. Il provvedimento disattende le indicazioni del magistero sulla procreazione, "ma ha comunque il merito di salvaguardare alcun principi e criteri essenziali".
Secondo punto: i referendum finirebbero per peggiorare questa legge su aspetti qualificanti. Per raggiungere l’obiettivo di opporsi a questo risultato, ha detto Ruini "sembra giusto avvalersi di tutte le possibilità previste in questo ambito dal legislatore". Che prevede appunto anche la possibilità di una seria, motivata e lungimirante astensione.
Terzo punto: l’occasione dei referendum, al di là degli obiettivi anche politici dei promotori, può essere utile per avviare una grande e profonda discussione nel paese sui principi e valori della persona e della vita. Di qui la richiesta di un’ampia e corretta informazione, di uno spazio adeguato per tutti, anche per le ragioni dei cattolici, su tutti i mezzi di comunicazione. La democrazia comincia proprio da qui.