"Finché si continua a parlare di ‘emergenze’, i problemi si presentano ogni volta più gravi e le tragedie sono inevitabili: succede con le ‘emergenze sovraffollamento’ in carcere – dove continua a crescere il disagio, e si fa ogni mese la conta degli atti di autolesionismo e dei suicidi -, succede con l”emergenza freddo’, quando la gente muore dentro i cassonetti o in qualsiasi altro posto che non sia una casa o un riparo dignitoso: la notizia della morte dei due immigrati, ritrovati allo stadio Appiani, non ci ha colto purtroppo di sorpresa": è quanto dichiarato in una nota diffusa oggi dal Progetto "Avvocato di strada" di Padova, costituito alcuni mesi fa grazie all’iniziativa di quattro associazioni di volontariato. Il progetto, come altre esperienze di questo tipo diffuse in Italia negli ultimi anni, si occupa delle persone senza dimora "proprio perché siano sempre riconosciuti i loro diritti e il loro primo diritto dovrebbe essere la residenza, e un tetto per ripararsi. Alle persone che si rivolgono a noi, siamo in grado di assicurare un’assistenza giuridica, ma è troppo poco, e troppo poche sono ancora le realtà in grado di offrire una concreta accoglienza".
"Quello che chiediamo urgentemente prosegue la nota – è che le persone ,le istituzioni che hanno competenza, mandato e responsabilità, insieme e in rete con tutti i soggetti disponibili, mettano a disposizione subito tutte le risorse possibili perché la nostra città, la nostra comunità siano un po’ più accoglienti". Occorre, inoltre, che "si lavori per trovare delle soluzioni meno provvisorie, sulle quali si possa contare stabilmente, per indirizzare le persone, che si rivolgono al nostro e ad altri sportelli, e offrire loro una sistemazione dignitosa quando fa freddo, quando fa caldo, in ogni stagione dell’anno". "Apprezziamo conclude la nota – le iniziative volute e intraprese in questi ultimi mesi; dobbiamo fare tutti, insieme, di più". ” “