” “Rinuncia all’aborto e alla propria vita per far nascere il terzo bambino. In prossimità della XXVII Giornata per la vita che si celebra il 6 febbraio, da Pianello del Lario, sul lago di Como, Rita Fedrizzi, già mamma di due bambini di 12 e 10 anni, ha dato alla luce tre mesi fa Federico. All’inizio di questa terza gravidanza le era stata diagnosticata una malattia che richiedeva cure pesanti: la sua vita si sarebbe salvata, quella del figlio no, quindi meglio praticare un aborto (così come prescritto e confermato da parecchi medici), che in questo caso sarebbe stato classificato come “terapeutico”. Ha detto “no” a questa prospettiva e nella mattina di lunedì 24 gennaio, a 41 anni, si è spenta all’ospedale di Gravedona, dove era giunta per un ultimo, disperato ricovero. “La scelta di Rita – racconta il marito Enrico Fontana -, e che io ho sempre condiviso, è stata innanzitutto una scelta di fede”. “È come se mi chiedessero di uccidere uno degli altri miei due figli per salvare la mia pelle”. Questa la frase che spesso ripeteva a chi le consigliava di ripensarci e di sottoporsi alle terapie necessarie alla sua guarigione. La decisione di sacrificarsi per quella nuova vita, che sapeva crescere dentro di sé, è stata difesa da Rita Fedrizzi con grande determinazione. Si era documentata ed era consapevole che senza le cure per lei non ci sarebbe stata via di scampo. “Rita – conclude il marito – ha accolto subito Federico come un dono, non come una condanna e ha sempre sostenuto che i doni vanno riconosciuti, scoperti e poi custoditi… e così ha fatto, pur pagando di persona”. Rita Fedrizzi era molto conosciuta in Alto Lario: insegnante di inglese presso gli istituti superiori della zona, era stata anche docente all’Università di Bergamo. Questo pomeriggio l’intera comunità di Pianello del Lario si è stretta attorno a Rita, Enrico e alla loro famiglia per l’estremo, commosso, saluto.