” “”Auspico che il testo oggi sottoscritto contribuisca a far crescere anche nell’ambito della tutela dei beni culturali di interesse religioso quel clima di fattiva e cordiale collaborazione tra la Chiesa cattolica e lo Stato, finalizzato alla ‘reciproca collaborazione per la promozione dell’uomo e il bene del Paese’, che costituisce il cardine dell’Accordo concordatario del 1984”: così il card. Camillo Ruini, presidente della Cei, ha concluso il proprio intervento presso la sede del Ministero per i beni e le attività culturali dove oggi è stata firmata la nuova Intesa relativa alla tutela dei beni culturali di interesse religioso appartenenti a enti e istituzioni ecclesiastiche. Il nuovo documento, che aggiorna e integra la precedente Intesa del 1996, “dà attuazione – come ha ricordato il presidente della Cei – all’art.12 dell’accordo del 1984 che apporta modifiche al Concordato lateranense e prevede che Santa Sede e Repubblica italiana concordino opportune disposizioni per la salvaguardia e la valorizzazione dei beni culturali in questione”. “Negli oltre venti anni trascorsi dalla revisione del Concordato lateranense – ha affermato Ruini – il clima di collaborazione tra Stato e Chiesa è notevolmente migliorato, pur salvaguardando il pieno rispetto delle distinte competenze e prerogative delle due parti”. Le Intese già sottoscritte nel 1996 e nel 2000 (relativa agli archivi e alle biblioteche ecclesiastiche), “da una parte si sono giovate di tale clima di collaborazione e, dall’altra, lo hanno favorito ulteriormente promuovendo una prassi di reciproca attenzione”. Il presidente della Cei ha sottolineato i vari punti nei quali la nuova Intesa integra quella precedente del 1996, tra i quali: “gli aspetti che riguardano gli scavi e le ricerche archeologiche da effettuare in edifici di culto e l’accesso e la visita alle aree archeologiche sottostanti o connesse con edifici di culto”. “L’Intesa – ha ricordato, infine, Ruini – costituisce anche il quadro di orientamento per eventuali accordi in materia stipulati a livello regionale tra le istituzioni pubbliche e gli enti ecclesiastici corrispondenti”.