Auschwitz, “il nome dell’orrore assoluto, del male, nella sua realizzazione più estrema, il crimine pianificato, industrializzato e documentato”. Con queste parole Josep Borrell ha aperto oggi a Bruxelles la seduta del parlamento europeo, commemorando il 60° anniversario della liberazione del campo di sterminio nazista. Lo stesso presidente sarà oggi in Polonia per la cerimonia ufficiale, cui saranno presenti delegazioni di cinquanta paesi e i vertici di tutte le istituzioni dell’Unione europea. Borrell ha aggiunto che “non si tratterà solo di rendere omaggio alle vittime”, ma anche di ricordare che “questo male che ha portato la morte a migliaia di ebrei, minoranze etniche, omosessuali, prigionieri politici di diverse nazionalità, solo perché erano tali” riguarda tutti. “L’Olocausto è un grande problema di tutta l’umanità e ha radici profonde”. Dopo tanti anni “dobbiamo quindi continuare a lottare contro tutto ciò che l’ha reso possibile: il razzismo, l’antisemitismo, la xenofobia, l’odio razziale, l’indifferenza di parte delle nostra società”. Borrell ha aggiunto che occorre “ravvivare il ricordo affinché i valori della nostra Costituzione, la pace, i diritti umani ed il rispetto alla tolleranza, tutto quello che è il contrario di Auschwitz" – siano difesi ovunque”. L’aula ha infine osservato un minuto si silenzio.