IRAQ: AZIONE CATTOLICA, "TORNI AL PIU’ PRESTO AGLI IRACHENI", PER IL DOPO-VOTO GARANTIRE LA PRESENZA DELL’ONU

"L’Iraq torni al più presto agli iracheni". E’ l’auspicio espresso oggi da Paola Bignardi, presidente dell’Azione Cattolica Italiana, nel corso di una conferenza stampa di presentazione delle attività di Ac a conclusione del "mese della pace". Bignardi ha messo l’accento sullo "smarrimento" che generano nell’opinione pubblica "le violenze che insanguinano il paese alla vigilia del voto", ma anche "la forza delle testimonianze della gente, che esprimono la volontà del popolo di prendere in mano la propria vita tramite l’inizio del processo di democratizzazione del Paese espresso con il voto". "Speriamo sia possibile far esprimere democraticamente il popolo dell’Iraq", ha detto Antonio Papisca, direttore del Centro interdipartimentale sui diritti della persona e dei popoli dell’Università di Padova, sottolineando che la situazione in Iraq "non si risolverà soltanto con il voto di domenica prossima, cui verosimilmente farà seguito un periodo di confusione e di violenza". Essenziale, nel contesto iracheno, è dunque "creare le condizioni perché sia attiva la comunità internazionale, attraverso le sue legittime istituzioni". In particolare, per Papisca occorre "garantire" in Iraq la presenza dell’Onu, finora negata, e "rafforzare e democratizzare" tale istituzione attraverso "una iniezione sana di germi di democrazia" al suo interno. La riforma dell’Onu, in altre parole, non si realizza "dando a tutti gli Stati un voto", ma favorendo forme di legittimazione più diretta" e ampliando la "partecipazione popolare", ad esempio tenendo maggiormente conto del ruolo delle organizzazioni non governative. Affiancare all’Assemblea generale delle Nazioni Unite un’"assemblea parlamentare" aperta agli Stati democratici e non, promuovere una compagna moratoria per l’esercizio del potere di veto in alcune materie, come la pena di morte: queste alcune proposte di riforma citate da Papisca, secondo il quale occorre "agganciare" il Consiglio di sicurezza al Consiglio per gli affari economici, dando a quest’ultimo competenze anche sociali e ambientali.