MASS MEDIA E POVERTÀ: REDATTORE SOCIALE VENETO, "LA PIÙ GROSSA INQUIETUDINE È LA CORSA DELL’INFORMAZIONE AL RIBASSO"” “


“La più grossa inquietudine del momento è la corsa dell’informazione al ribasso", parola di giornalista che segue da tempo i temi sociali e le povertà: così Danilo De Biasio, responsabile del network radiofonico di Radio popolare, prova a spiegare il difficile ruolo dell’informazione rispetto  alle notizie sul disagio e le marginalità, nel corso della prima edizione di Redattore sociale Veneto, sul tema "Inquietudini. Le nuove paure sociali e il ruolo dell’informazione". Il seminario, al quale partecipano un centinaio di giornalisti, si è aperto oggi pomeriggio a Vicenza e proseguirà fino a domani. Secondo De Biasio i media fanno fatica a trattare queste notizie "perché sono argomenti tristi e difficili, ossia a rischio banalizzazione – ha osservato -. La descrizione precisa e non pietistica richiede invece tempo e competenza, caratteristiche che purtroppo nella maggior parte delle redazioni, per via dell’organizzazione del lavoro, non sempre sono possibili. L’organizzazione del lavoro, orientata dalle agenzie, impedisce al giornalista di dire ‘no’ alle notizie di questo genere e chiede invece di trovare notizie accattivanti e leggere. Solo il tempo e la competenza permetterebbero di capire cosa c’è prima e dopo il fatto, e a non fare solo la ‘foto’ del poveraccio. Tra le tante inquietudini di oggi, la più grossa, a mio avviso, è la corsa verso una informazione che tende al ribasso". Altra inquietudine crescente, anche nel ricco Nord Est, è quella di "non arrivare a fine mese", data cioè dalla situazione di precarietà lavorativa di molti giovani, "che non possono più fare progetti di vita", ha osservato mons. Giovanni Nervo, fondatore della Fondazione Zancan. "Non esistono ammortizzatori sociali che possano aiutare i giovani, attraverso dei sussidi, nel passaggio da un lavoro all’altro – ha denunciato mons. Nervo -. E anche nel settore della cooperazione sociale, si lavora nelle stesse condizioni in cui si trovavano gli operai nella prima rivoluzione industriale. Prima erano sfruttati dai proprietari, ora questi lavoratori sono sfruttati dalla comunità". Mons. Nervo ha lanciato un avvertimento al terzo settore (che comprende cooperative sociali, volontariato, associazionismo sociale ed enti no profit): "State molto attenti – ha sottolineato – perché con pochi spiccioli e molti applausi ricevuti dalle istituzioni, a volte senza consapevolezza, si rischia di diventare conniventi di violazioni dei diritti del cittadino che dovrebbero essere invece tutelati dallo Stato". ” ”