"Le ‘Case per ferie’ gestite da parrocchie, istituti religiosi, associazioni, diocesi, possono essere definite ‘sentinelle’ nel mondo della mobilità umana, quasi avamposti nella società secolare, promotrici di ‘carismi’ spirituali e di attività sociali, caritative e culturali": lo ha detto mons. Carlo Mazza, direttore dell’Ufficio Cei per la pastorale del tempo libero, turismo e sport, aprendo oggi a Roma i lavori del convegno nazionale su "Le Case per ferie in un mondo che cambia: una risorsa per l’evangelizzazione, la cultura e la società". Il convegno riguarda centinaia di "case" presenti nelle zone alpine, appenniniche, costiere, eccetto luoghi e forme di accoglienza di monasteri e conventi, "non sottoponibili normalmente ha detto mons. Mazza alla categoria di ‘case per ferie’, ma piuttosto al genere di ‘foresteria’ o di ‘ambienti comunitari di ospitalita’ per conoscenti o per ospiti occasionali". Il direttore dell’ufficio ha auspicato che dal convegno possano uscire proposte concrete per una maggiore valorizzazione delle case per ferie, anche grazie alla predisposizione di strumenti particolari quali un "vademecum" dove si illustrino le linee pastorali e i contenuti specifici della vita delle Chiese locali dove tali case sono collocate o gestite.