PUBBLICHIAMO LA NOTA SIR DI QUESTA SETTIMANA – Non sono mancate le polemiche politiche, tra i nostri litigiosi schieramenti, in occasione della grande ondata di neve che ha mandato in tilt il sistema delle comunicazioni. Questa volta è toccato all’A3, l’autostrada Salerno Reggio Calabria. Così come lo scorso anno era capitato all’A1 nel tratto appenninico e all’Autobrennero.
Gli eventi atmosferici hanno ovviamente dell’imponderabile, ma queste emergenze, per il fatto stesso di essere ricorrenti, non sembrano più tali, quanto espressione di un problema sul quale è opportuno riflettere, in tutti i suoi aspetti. Non è un caso che proprio in queste settimane siamo nuovamente alle prese con targhe alterne e blocchi alla circolazione in diversi agglomerati urbani.
C’è dunque un problema complessivo di "infrastrutture" nel Paese. È questa una delle grandi questioni politiche che sarebbe necessario affrontare al di là delle ossessioni politico-elettorali di breve periodo. È una questione politica nel senso proprio del termine, proprio perché da decenni ormai sono necessarie in Italia delle decisioni: sui grandi nodi dell’energia e sui grandi assi della rete di trasporti e delle comunicazioni. Non è questione di destra, di sinistra, di prima o di seconda repubblica. In realtà per decenni si è proceduto per preterizione, come si direbbe con espressine elegante. Cioè si è andato avanti dagli anni sessanta in poi per decisioni negative. Scegliendo cioè di non fare, affidando l’equilibrio del stemma, percepito come sempre più precario, ad una serie di spinte auto-propulsive. Si pensi, per ricordare casi recenti, alla cosiddetta "emergenza rifiuti".
Oggi i nodi sono venuti al pettine, anche perché l’Italia deve necessariamente fare i conti con il quadro europeo ed un contesto di mondializzazione sempre più evidente. È stato giustamente notato, al recente Consiglio permanente della Cei che "mentre cresce la domanda dei servizi assicurati dalle infrastrutture, si attenua invece la disponibilità dei cittadini e delle comunità ad accettare gli oneri relativi".
La questione delle infrastrutture diventa così uno dei nodi per lo sviluppo del sistema paese in un momento in cui l’Italia per molti aspetti è ad un bivio. Giustamente perciò si è parlato di "solidarietà infrastrutturale". Questo comporta identificare obiettivi largamente condivisi e condividere anche gli oneri che ne conseguono. Ma anche impegnarsi per migliore performance in termini di tempi e di standard qualitativi. Si pensi ai tempi previsti per l’adeguamento dell’autostrada A3, come a quelli della linea ferroviaria Bologna Verona, teatro di un tragico incidente ferroviario solo poche settimane fa. È tempo di riuscire a voltare pagina con uno sforzo corale e globale.” ”