"La figura di Edith Stein ha molto da dire ai giovani di oggi che tra tante e diverse esperienze di vita si accorgono di essere insoddisfatti e delusi". A riproporre l’esempio di Edith Stein ai partecipanti al pellegrinaggio italiano a Colonia per preparare la prossima Giornata mondiale della Gioventù, è stata questa mattina Elisabeth Kramer, allieva della santa nel periodo di insegnamento trascorso a Speyer. Una testimonianza avvenuta nello stesso Carmelo di Colonia dove la Stein, il 31 dicembre del 1938, si recò a venerare l’immagine della "Madonna della pace" prima di lasciare la città per non mettere a repentaglio l’incolumità delle sue consorelle. "Edith Stein ha detto Kramer insegnava lingua tedesca. Era una persona umile e decorosa che aveva particolarmente a cuore l’educazione delle ragazze. Aveva sempre tempo per noi allievi ed era da tutti rispettata e stimata". Kramer ha poi rivelato alcuni episodi legati alla vita della Stein: "era solita pregare di notte davanti al tabernacolo, ma nessuno lo sapeva, perché si chiudeva dentro la cappellina. Ogni giorno, poi, partecipava alla messa ed aveva un padre spirituale. Il suo desiderio era quello di ‘farsi uno’ con l’Eucarestia". "Il suo rapporto con i giovani ha proseguito era particolare. Ripeteva spesso che i giovani vanno ascoltati e non dimenticati e che bisogna donare loro del tempo per cercare di dare risposte alle loro domande di valori. Per questo credo che Edith Stein, proclamata santa l’11 ottobre 1998, possa rappresentare per i nostri giovani un esempio da seguire. La scelta di proporla come una dei santi patroni della Gmg di Colonia dell’agosto di quest’anno rappresenta un idea lungimirante che porterà frutto". I giovani italiani sono stati, infine, salutati da suor Ancilla, superiora del carmelo coloniense, dove vivono 22 suore, che ha ricordato l’impegno delle comunità religiose per la Gmg tedesca. "Ogni settimana offriamo l’adorazione eucaristica per la riuscita dell’evento ed anche dopo il suo svolgimento continueremo ad offrire preghiere per tutti quei giovani che vivono in condizioni di disagio, di emarginazione, di malattia e di povertà".” “