LAPO ELKANN: BONATTI (SETTIMANALE DIOCESI DI TORINO), IL DIRITTO AL "RISPETTO DEL SILENZIO" E UN RICHIAMO "A RISCOPRIRE UN POCO DI UMILTÀ"

"C’era una cosa cui Lapo Elkann, travolto dalla droga e dal disordine, avrebbe avuto diritto: il rispetto del silenzio, la possibilità di vivere questo momento difficile senza essere fatto a pezzi dai mass media". E’ quanto scrive Marco Bonatti, direttore del settimanale della diocesi di Torino, "La voce del popolo", a proposito del ricovero di Lapo Elkann, da ieri all’ospedale Mauriziano di Torino per overdose di sostanze stupefacenti; attualmente l’erede designato della famiglia Agnelli è in coma farmacologico, anche se sembra che le sue condizioni siano in miglioramento. "La crisi del ragazzo, della persona vera che va in overdose, è orami talmente comune da diventare banale", fa notare Bonatti, secondo il quale "il processo a Lapo – iniziato dalla serata televisiva di lunedì – ha fatto emergere alcune ‘linee di difesa’ francamente stupefacenti. Ci sono venuti a dire, in sostanza, che è un ragazzo di grandi capacità, inventiva, creatività; che in un mese supererà la crisi e ne trarrà un’importante lezione per il futuro; che ormai tutti fanno uso di eccitanti e cocktail di farmaci e dunque l’unico scandalo è l’attenzione morbosa che i mass media hanno riservato alla notizia". Anche il classico luogo comune della gente, "aveva tutto", secondo il direttore del settimanale lascia perplessi, perché mette in secondo piano "la sofferenza delle persone vere, che finiamo per giudicare senza capire". Più in profondità, secondo Bonatti, dal "caso" di Lapo risulta che "dalla competizione, dall’esaltazione di certi modelli e stili di vita, nessuno è immune, perché rientra nello spirito del tempo in cui siamo immersi. E sentirsene lontani perché non si seguono certi comportamenti non ci ‘salva’"."Riscoprire un poco di umiltà, di senso dei nostri limiti", è dunque il suggerimento del direttore del settimanale diocesano, che invita a "comprendere e accettare che un errore, un fallimento, un ritardo, sono realtà che fanno parte della nostra vita quanto i successi".