Non commettere l’errore delle grandi rivoluzioni del secolo XX, il cui "programma comune era di non attendere più l’intervento di Dio, ma di prendere totalmente nelle proprie mani il destino del mondo". Si tratta invece di diventare "capaci di sottomerci a Dio, di fare di Lui la misura del nostro vivere". E’ questo, secondo il card. Camillo Ruini, presidente della Conferenza episcopale italiana, "il nucleo centrale del messaggio di Benedetto XVI a Colonia". Lo ha detto questa mattina presentando in Vaticano il "primo libro da papa" di Benedetto XVI "La rivoluzione di Dio" che contiene i discorsi che il Santo Padre ha tenuto durante la Gmg di Colonia. Al card. Camillo Ruini è stato affidato dalle due case editrici Lev (vaticana) e San Paolo il compito di scrivere l’introduzione. Introduzione che apparirà anche nelle lingue in cui il testo del papa verrà tradotto. "L’assolutizzazione del relativo ha detto Ruini riprendendo il messaggio lanciato da Benedetto XVI a Colonia è l’essenza del totalitarismo: invece di liberare l’uomo gli toglie la sua dignità e lo schiavizza". Occorre invece fare di Dio "la misura del nostro vivere, con un atto che non ci estranea da noi stessi, ma ci libera". Su queste basi, il papa ha formulato "un grande appello alla missione": "Questo appello ha detto il cardinale diventa ancora più forte ed urgente in presenza di una strana dimenticanza di Dio, che esiste oggi in vaste parti del mondo e genera insoddisfazioni e frustrazioni, come anche di una religione fai da te, di un Dio privato e un Gesù privato che possono essere comodi ma alla fine ci lasciano soli". ” “