Per risolvere i propri problemi personali molti giovani calabresi si rivolgono a maghi e cartomanti. Lo rivela una inchiesta promossa nel periodo dal 1 al 30 settembre scorso – dall’Osservatorio sui Diritti dei Minori che ha monitorato, tramite internet, alcune “stanze di dialogo” tra le più popolate delle quali vi erano tre denominate “calabria magica”, “magica calabria”, “fata morgana”. I dialoghi vertevano sull’impossibilità “a detta dei colloquianti” di risolvere i propri problemi personali o collettivi senza l’intervento del trascendentale”, spiega il presidente dell’Osservatorio Antonio Marziale. In trenta giorni di monitoraggio è stato possibile rilevare – aggiunge – “329 nikname diversi, celanti altrettante identità di età variabile, le più giovani delle quali, secondo un accurato studio dei contenuti dei dialoghi compiuto dalle neuropsichiatre e dalle psicologhe dell’Osservatorio, in età adolescenziale". Dalla ricerca è emerso che sono stati ben 177 i clienti dei cosiddetti "operatori delle scienze dell’occulto", che in termini percentuali equivalgono al 54% calcolato sui 329 nikname annotati. Lo studio dell’Osservatorio sui diritti dei minori è partito dopo la segnalazione di due insegnanti calabresi preoccupate dall’eccessivo interesse di alcuni studenti per la dilagante fenomenologia. "Credo – conclude il presidente dell’Osservatorio sui diritti dei Minore – che la Chiesa, con la sua organizzazione territoriale, la scuola e le famiglie, siano chiamate ad intervenire per riportare alla realtà molte persone, gran parte delle quali in età evolutiva".