SINODO DEI VESCOVI: MONS. SABBAH, "RIEDUCARE ALL’EUCARISTIA" I CRISTIANI DI TERRASANTA. CARD. PULIJC, "L’EUCARISTIA NON E’ UN LAVORO"

In una terra di "conflitto, odio, morte, sangue sparso e dignità umana violata", occorre "rieducare all’Eucaristia" per "dire ai cristiani di Terrasanta che l’adorazione, la messa, la comunione, non sono esercizi di pietà, ma una via di comunione con la parrocchia, con la città e il villaggio e con tutto il paese". Lo ha detto mons. Michel Sabbah, patriarca di Gerusalemme e presidente della Conferenza episcopale dei Paesi arabi, intervenendo oggi alla tredicesima Congregazione generale del Sinodo dei vescovi. Tale "rieducazione", ha aggiunto il patriarca, può far "uscire" i cristiani, "minoritari", dal loro "complesso di inferiorità", in modo da "contribuire" così alla "costruzione" del loro mondo a partire dalla consapevolezza che la "ricerca della pace" è legata alla "ricerca di Dio". A mettere in guardia, invece, dal "pericolo" che la celebrazione della messa diventi per il sacerdote "un lavoro quotidiano come quello svolto in ufficio o in fabbrica" è stato invece il card. Vinko Puljic, arcivescovo di Sarajevo e presidente della Conferenza episcopale di Bosnia ed Erzegovina, secondo il quale "secolarismo, materialismo, consumismo" possono far perdere oggi anche ai preti "il senso del sacro". No, dunque, a sacerdoti "stanchi, senza entusiasmo per il proprio servizio", sì invece a preti "diligenti" che si preparano con cura all’Eucaristia. Sena dimenticare di ammonire chi "commette ingiustizia", ha concluso Puljic che ha raccontato: "Ho domandato ad un diplomatico cattolico che lavora all’Unione europea: ‘Come puoi ricevere il corpo di Cristo se ti comporti con la povera gente così?’. Lui mi ha risposto: ‘Lo faccio per guadagnare soldi’".