"Abusi eclatanti in materia di diritti dell’uomo": così la Comece (Commissione degli episcopati della comunità europea) definisce le tragedie delle migrazioni avvenuti alla frontiera tra Marocco e Spagna, che hanno provocato numerose vittime. In una lettera, le sei organizzazioni che lavorano nell’ambito della migrazione e del diritto d’asilo (Caritas europea, Commissione ecclesiale dei Migranti in Europa, Comece, Servizio rifugiati dei Gesuiti, Consiglio Quaker per gli Affari europei) sottolineano "la situazione sempre più sconfortante con la quale di confrontano gli uomini e le donne, che siano miranti o persone che richiedono asilo, quando tentano di entrare sul territorio dell’Unione Europea. Abbattere persone non armate alle frontiere dell’Ue è deplorevole e deve essere condotta un’inchiesta giudiziaria approfondita al fine di esaminare gli avvenimenti" citati. Le sei organizzazione, inoltre, riaffermano "la dignità inalienabile di tutti gli esseri umani, con i conseguenti diritti umani che ne derivano". "L’Unione europea prosegue la nota ha il dovere di rispettare tali diritti, in particolare nel momento in cui negozia accordi di riammissione con un Paese terzo o quando rinforza le alleanze con i paesi di transito o di origine. Gli essere umani che tentano di entrare sul territorio dell’Ue illegalmente non devono essere criminalizzati",e da parte sua conclude la nota l’Ue "deve sviluppare un appoggio alla sua politica d’asilo e migratoria basata sui diritti dell’uomo, se vuole assicurare soluzioni a lungo termine in questo ambito".