SINODO DEI VESCOVI: CASCO (HONDURAS), NO AD UN CATTOLICESIMO "LIGHT", SÌ A LAICI DALLA "VITA COERENTEMENTE CRISTIANA"

"Un numero enorme di cattolici che vivono attualmente nel mondo non conosce esattamente i principi dottrinali della fede che professano". A scagliarsi contro quello che ha definito una sorta di cattolicesimo "light" è stato Leonardo Casco, presidente della "Alianza para la Famiglia" (Honduras), intervenendo come uditore al Sinodo dei vescovi, in corso in Vaticano fino al 23 ottobre. "Il fedele laico degli inizi del XXI secolo – è la denuncia del relatore – non è consapevole di essere stato elevato alla dignità incomparabile di Figlio di Dio e di membro di quel popolo santo che è la chiesa cattolica, apostolica e romana, ignorando, di conseguenza, nella maggior parte dei casi, la sua vocazione unica e insostituibile alla santità". Il cristiano laico di oggi, in altre parole, per Casco sarebbe "incapace" di "rendere una vera testimonianza nei diversi ambiti della sua presenza nel mondo, di mantenere una unità di vita negli ambiti familiare, lavorativo, sociale e politico, e di cogliere la presenza viva, reale e personale di Cristo nel Sacramento dell’Eucaristia". Di qui la necessità, ha sottolineato l’uditore, di "trovare", a 40 anni dal Concilio Vaticano II, "una nuova formulazione catechetica dentro e fuori dell’Eucaristia, che serva a rendere espliciti ai fedeli laici i fondamenti della nostra religione, i suoi dogmi di fede, la sua teologia morale, in modo che i fedeli trovino la ragione e il senso del vivere una vita coerentemente cristiana".