BENEDETTO XVI: "GIOVANNI PAOLO II NON SI È MAI STANCATO DI DENUNCIARE LE INGIUSTIZIE". IERI L’ASSEGNAZIONE DEL PREMIO INTITOLATO AL PONTEFICE DEFUNTO

"Il mio amatissimo predecessore Giovanni Paolo II non si è mai stancato di stigmatizzare le ingiustizie, le disuguaglianze e le necessità materiali e spirituali che sono costretti a subire molti uomini e intere popolazioni". Lo ha detto Benedetto XVI, ieri mattina dopo la recita dell’Angelus ricevendo in udienza una delegazione dell’Istituto per i diritti dell’uomo di Auschwitz, per l’assegnazione del "Premio Giovanni Paolo II". Il Premio è stato attribuito quest’anno a mons. Václav Malý, vescovo titolare di Marcelliana e ausiliare di Praga (Repubblica Ceca) e a Stefan Wilkanowicz, presidente della Fondazione di cultura cristiana Znak, Cracovia (Polonia), presenti all’Udienza. Nel corso dell’incontro, al quale ha preso parte – tra gli altri – anche il card. Franciszek Macharski, arcivescovo emerito di Cracovia, il Papa ha ricordato che il "Premio Giovanni Paolo II" "viene assegnato a personalità che si impegnano nelle diverse parti del mondo nella difesa dei diritti dell’uomo", e ha come obiettivo quello di "contribuire a richiamare l’attenzione su tutte quelle situazioni, nelle quali la dignità dell’uomo viene ferita e dove regnano violenza e sopraffazione". "Questo appello – ha sottolineato il Papa – conquista maggior forza, nel momento in cui giunge da quella città che ha dovuto vivere gli orrori e la sofferenza di milioni di vittime innocenti dell’odio".