MARCIA DELLA PACE: "RIPERCORSA" IERI SERA LA STRADA DELLA DEPORTAZIONE DEGLI EBREI DI ROMA (2)

Alla "Marcia della memoria" di ieri sera a Roma, dopo il card. Kasper ha preso la parola Amos Luzzatto, presidente dell’Ucei (Unione comunità ebraiche italiane): "Negli anni abbiamo avuto l’ulteriore tragedia di sentirci soli, dimenticati, disprezzati. Questa sera con questa partecipazione, con queste torce, non ci sentiamo soli. C’è una partecipazione convinta a questa manifestazione che non è soltanto di ricordo, ma di impegno per il futuro. Purtroppo manifestazioni generalizzate di antisemitismo continuano a verificarsi nella nostra società. Dobbiamo opporci a questa ondata di odio, per difendere la civiltà, la democrazia, la società nel suo insieme. Questo è possibile con l’arma della cultura". Infine Andrea Riccardi, fondatore della Comunità di Sant’Egidio, ha espresso la sua preoccupazione perché "nella storia passa tutto, e alla fine tutto non può essere ricordato. Oramai siamo un’altra generazione e con noi quelle più giovani: sta a noi decidere se questa memoria va ricordata e tramandata. Forse la Comunità ebraica va lasciata sola con le sue memorie? Forse va archiviata con le morti degli ultimi sopravvissuti? Ma questa memoria – ha concluso il fondatore di S.Egidio – esprime il punto di partenza di una coscienza civile, di nuovi rapporti tra cristiani ed ebrei. La dimenticanza della Shoa lascia spazio all’antisemitismo e al razzismo".