” “
"Di fronte ad una riforma così ampia, che riscrive quasi tutta la seconda parte della Costituzione, è normale che i dubbi sul metodo di approvazione si amplifichino". Così Marco Olivetti, docente di diritto costituzionale all’Università di Foggia, commenta la riforma della carta costituzionale approvata oggi dalla Camera con 317 voti favorevoli e 234 contrari. "Scendendo nel merito, credo che si venga a delineare un premierato eccessivamente forte e una forma di devolution che poggia su due basi contraddittorie: da un lato si attribuiscono alle regioni competenze esclusive su materie molto delicate, dall’altra, seguendo una logica centralistica, si riaccentrano tutta una serie di altre materie. Queste due istanze si presentano non composte, ma giustapposte nella riforma, con il rischio di una scarsa funzionalità". Ma le perplessità più forti Olivetti le esprime sulla riforma del Senato e del procedimento legislativo statale, "barocco" e, anche questo, "poco funzionale": "basti pensare che, ad esempio, l’art.70 che dalle attuali 9 parole diventa di tre pagine. Un intervento di riforma del Senato era necessario, ma il risultato non è un vero Senato federale perché la rappresentanza delle Regioni è debole".