ASSASSINIO FORTUGNO: LA TESTIMONIANZA DEL FIGLIO DI UN ALTRO MEDICO CALABRESE “PRESTATO ALLA POLITICA” E MORTO “NEL COMPIMENTO DEL PROPRIO DOVERE”

” “
” “L’uccisione di Francesco Fortugno è “l’ennesimo segnale allarmante di una povertà estrema, difficile ma non impossibile da debellare. Sconfiggerla è una battaglia che si deve vincere con l’apporto di tutti; i mass media possono fare la loro parte, tenendo viva la memoria di Fortugno e di  altri, affinché la loro morte non sia vana”. E’ un passaggio della testimonianza di Riccardo Liguori, giornalista e figlio di Giorgio, medico calabrese, come Fortugno “prestato alla politica” e “morto nel compimento del proprio dovere” nel 1970. Pur nella diversità delle circostanze, e “anche se distanti nel tempo, le figure di Fortugno e di Liguori sembrano ‘vicine'” afferma Riccardo in una nota da oggi on line su old.agensir.it. E non solo “per gli stessi ideali cattolici democratici , per i quali hanno creduto e lottato. Ciò che li avvicina è il fatto che sono morti nel compimento del proprio dovere-mandato di consiglieri regionali, cioè quello di farsi carico dei problemi della società calabrese, in particolare della parte più debole”. Un “‘comune’ impegno professionale e politico” la cui “sintesi, prosegue Riccardo Liguori, può  essere colta in uno scritto del padre: “lo spettacolo quotidiano delle difficoltà materiali e morali che angustiavano la povera gente, e il desiderio vivissimo di alleviarne le sofferenze, mi ha indotto a dedicare parte del mio tempo alla politica” intesa “come mezzo per portare nei consessi della vita pubblica l’autentica voce del popolo e l’istanza dei poveri”.
” ”