TRATTA DEGLI ESSERI UMANI: CIPSI, NO AI "TAGLI" PER LA COOPERAZIONE INTERNAZIONALE, LA "LOTTA" NASCE DALL’"ASCOLTO DEI POVERI"” “

"Ci si preoccupa più dei polli che della vita delle persone vittime del traffico degli esseri umani". A lanciare la provocazione è Guido barbera, presidente del Cipsi (coordinamento di 37 associazioni e Ong di solidarietà internazionale), che oggi, a conclusione delle giornate europee di lotta contro il traffico degli esseri umani – organizzate dal movimento Emmaus internazionale, in collaborazione con l’Istituto degli Innocenti di Firenze, con il patrocinio della regione Toscana e del Comune di Firenze – chiede al Parlamento italiano di "convocare una seduta straordinaria e plenaria per ascoltare i poveri d’Italia, d’Europa e del mondo". "La tratta è un patto scellerato di schiavitù", ricorda il presidente del Cipsi, che lamenta: "Abbiamo preso atto che le Convenzioni internazionali dei Migranti, il Protocollo di Palermo e la Convenzione europea sulle azioni anti-tratta, fondate sulla salvaguardia dei diritti umani, non sono state ratificate né dal governo italiano né da quelli europei", perché "manca la volontà politica". "Se persone e famiglie sono costrette a vendere donne e bambini – denuncia il Cipsi – è anche a causa della miseria nei paesi impoveriti dell’Europa dell’Est e del Sud del mondo". Al contrario, la cooperazione internazionale "è uno strumento fondamentale per contribuire alla lotta contro la tratta e il traffico degli esseri umani". Per protestare contro il taglio dei fondi destinati dal governo a tale settore, il Cipsi chiede "una mobilitazione della società civile, un controllo sui parlamenti eletti, azioni di denuncia e di disobbedienza civile".