” ““La sconfitta del referendum deve essere un momento per riflettere sui passi da fare”: è il commento di padre Ermanno Allegri, direttore dell’agenzia Adital di informazione sull’America Latina, missionario di Bolzano in Brasile, tra i principali sostenitori insieme alle chiese e ai movimenti della società civile – del “Sì” al referendum contro il commercio di armi, che domenica 23 ottobre ha visto invece la vittoria dei “no”, con il 64% dei voti. “Ha vinto, e con ampio vantaggio, la cultura della paura e della ricerca individuale di soluzioni contro la violenza osserva in una nota -. La cultura della pace, la società e lo Stato ne escono sconfitti”. “Questa sconfitta prosegue – rivela tutta la fragilità della nostra gente e della nostra organizzazione. Molti sono rimasti seduti vedendo il referendum passare: da quelli che continuano a credere che le buone idee, in se stesse, sempre finiscono per vincere, a quelli che ritengono che il referendum non meritava investimento di tempo e energia per il fatto che c’erano punti della vita nazionale ben più importanti, quali la macro-economia, le politiche pubbliche, o il non pagamento del debito estero”. “La speranza dice – è che la sconfitta nel referendum e la comprensione di ciò che significa, ci aiutino a pensare a passi e iniziative concrete per azioni comuni e di peso in mobilizzazioni sociali”. “La nuova cultura di pace come frutto della giustizia sociale, della distribuzione più equa del reddito, della democratizzazione dei mezzi di comunicazione conclude padre Allegri è un frutto di lunga gittata e esige oggi la continuità, il perfezionamento e l’aumento del lavoro sociale e politico”.