” ““Un passo avanti per il Paese e per la sua riconciliazione”. Tuttavia restano delle “preoccupazioni”, prima fra tutte “il riferimento all’Islam, quale fonte principale di diritto”. A parlare è il vescovo caldeo, ausiliare di Baghdad, mons. Shlemon Warduni, che in un’intervista al Sir commenta l’approvazione della Costituzione da parte della popolazione irachena con il 78% di sì. “Il rischio ripete – è che anche i cristiani possano essere sottoposti alla sharia o meglio ad alcuni precetti di questa”. “Nel testo dichiara – ci sono molte cose buone, ma se veramente la Carta si ispira al diritto internazionale allora possiamo sperare in alcune modifiche che la avvicinino di più alle leggi internazionali che sanciscono la libertà religiosa, politica e di coscienza”. Allargando lo sguardo alla situazione interna del Paese il vescovo ricorda che “ciò che manca oggi in Iraq è la pace e la sicurezza. Gli attacchi dinamitardi, gli attentati suicidi, la pratica dei rapimenti che spesso non hanno esito positivo nonostante il pagamento del riscatto, generano paura e sgomento nella popolazione”. A riguardo, è la denuncia del presule, “le forze della coalizione potevano fare molto di più”. Tuttavia è presto per pensare ad un loro ritiro che potrà avvenire, “solo dopo aver assicurato la pace e la sicurezza. Prima sarebbe una tragedia per l’Iraq”.
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