"Lo scienziato, che fonda il suo lavoro sulla esperienza, ha una via privilegiata per avere una risposta sulla vita dell’uomo e gli è più facile arrivare a Dio perché Dio è un’esperienza di fede". Lo ha detto Vincenzo Augelli, docente del dipartimento di fisica dell’Università di Bari, nel corso della conferenza stampa di presentazione della seconda conferenza internazionale sul rapporto tra scienza e fede. "Nella cultura dominante ha aggiunto lo scienziato è un non-credente e chi crede non può occuparsi di scienza, tutto questo è falso".
Il convegno si terrà dal 27 al 29 ottobre presso l’Aula Magna del Politecnico di Bari e ha per tema "Tempo della natura, tempo dell’uomo, tempo di Dio".
"Il tema scelto ha spiegato don Filippo Casamassima, docente dell’Istituto superiore di scienze religiose di Bari, che insieme con Università e Politecnico di Bari ha organizzato la conferenza – è collegato con quello del Congresso eucaristico nazionale: Senza domenica non possiamo vivere. La domenica è temporalità particolare. Il dies Domini ha proseguito il sacerdote è tempo di Dio, non perché Dio sia realtà temporale ma perché nella fede cristiana c’è la temporalizzazione di Dio, che ha creato il tempo e si è inserito nel tempo attraverso l’incarnazione del Figlio".