L’unica risposta alla protesta da parte del vicepresidente della repubblica è stata una critica allo sciopero in quanto "tentativo di destabilizzare le istituzioni". Le suore salesiane denunciano, invece, "la corruzione che regna nella maggioranza dell’attuale classe politica congolese, con forme vistose e ostentate di sfarzo e lusso, in contrasto con la miseria di chi è costretto a vivere con meno di un dollaro al mese". Questo è anche un momento decisivo per chi ha aderito alla protesta, visto che, in base agli accordi dell’Unesco, superati i 45 giorni di sciopero l’anno scolastico viene invalidato. Le religiose chiedono quindi "solidarietà con gli insegnanti congolesi, perché si sentano sostenuti dall’attenzione dell’occidente e i loro tentativi possano innestare un movimento di reale democratizzazione del Paese".