Sono oltre 200 milioni i giovani che vivono con meno di 1 dollaro al giorno, 515 milioni quelli che sopravvivono con meno di 2 dollari al giorno, 130 milioni sono gli analfabeti, 88 milioni i disoccupati, 10 milioni quelli affetti da Aids e 160 milioni quelli malnutriti. Sono solo alcuni dei numeri che emergono dal World Youth Report 2005 (Il rapporto mondiale sulla gioventù) che verrà presentato domani a New York, presso la sede delle Nazioni Unite. Un quadro che "rende sempre più urgente aumentare progressivamente gli investimenti per conseguire gli obiettivi fissati nel programma di azione per i giovani all’interno degli Obiettivi del millennio" si legge nella presentazione. Il Rapporto descrive la situazione giovanile globale relativamente e tre sfere di influenza: i giovani nella economia globale; i giovani nella società civile; i giovani a rischio. In particolare, nella prima parte, si mettono a fuoco le tendenze nel campo della globalizzazione, dell’istruzione, del lavoro, della fame e della povertà. Da questo punto di vista il Rapporto evidenzia anche alcune luci: per esempio l’aumento del numero dei bambini che completa il ciclo di scuole primarie per passare a quello secondario. Si calcola che siano 100 milioni i giovani attualmente iscritti nelle università. A fronte di queste cifre permangono però quelle drammatiche dei 130 milioni di giovani analfabeti e dei 113 che non vanno a scuola. Nella seconda parte si prendono in rassegna la relazione tra giovani e ambiente e temi quali divertimento, tempo libero, partecipazione e contatti intergenerazionali. Dal Rapporto emerge che la famiglia resta la prima istituzione sociale dove i giovani interagiscono e le generazioni si incontrano. Quando la famiglia si sfalda, si legge nel documento, aumentano i rischi e i fattori che spingono i giovani a delinquere. Una parte importante è infine dedicata alla guerre e alla loro influenza sulle giovani generazioni.