"Prevenzione e sicurezza sui luoghi di lavoro": è stata raccomandata oggi dall’Unione nazionale cooperative italiane (Unci) nel corso dell’audizione al Senato con la Commissione parlamentare d’inchiesta sugli infortuni sul lavoro. L’Unci ha ricordato come le imprese cooperative, in tal senso, siano dei "modelli da imitare, capaci di innescare dei circuiti virtuosi di autotutela". Questo perché i soci lavoratori sono anche co-imprenditori dell’azienda, quindi pongono "maggiore attenzione alle regole che disciplinano la sicurezza sul lavoro". Le cooperative italiane chiedono inoltre che "il minor rischio cui sono esposti i lavoratori e i soci delle cooperative sia controbilanciato da un’aliquota di contribuzione Inail e delle altre forme di tutela assicurativa inferiore rispetto ai comparti di imprese dello stesso settore". Per l’Unci "la prevenzione deve essere un sistema di interazione tra associazioni datoriali, imprese, lavoratori ed organizzazioni sindacali". La Commissione parlamentare ha annunciato oggi l’intenzione di creare dei gruppi di lavoro ad hoc su morti bianche, infortuni e sicurezza sui luoghi di lavoro. In Italia, secondo dati Inail riferiti al 2000, ogni anno si verificano almeno un milione di incidenti sul lavoro, di cui oltre 1.300 mortali. Nel 2004 le morti bianche nel settore edilizio sono state 231, il 7,44% in più rispetto all’anno precedente. Un bilancio che vede il nostro Paese tra i primi posti in Europa. Secondo dati recenti dell’Oil (Organizzazione internazionale per il lavoro delle Nazioni Unite) ogni anno nel mondo 2,2 milioni di persone (circa 5000 al giorno) muoiono a causa di incidenti o di malattie legate al lavoro.