In Francia si è verificato "un effetto perverso della legge sui simboli religiosi", che spesso rende la "struttura pubblica un santuario dove le religioni non entrano". Uno di questi effetti è stato il rifiuto, da parte di alcuni collegi e scuole, "di istituire una cappellania, per paura di dover concedere la stessa autorizzazione ai musulmani". Lo ha detto ieri sera mons. Jean-Pierre Ricard, arcivescovo di Bordeaux e presidente della Conferenza episcopale francese, intervenendo a Roma ad un incontro su "La Chiesa cattolica in Francia oggi" promosso dal Centro culturale San Luigi di Francia. Mons. Ricard ha fatto un’analisi lucida della situazione, non tacendo le difficoltà: in Francia c’è stato un calo nel numero dei battezzati (il 69% della popolazione), passati da 432.701 nel 1993 a 385.460 nel 2002, un calo dei matrimoni, da 132.128 nel 1993 a 110.409 nel 2002 (su 288.000 matrimoni civili), del numero dei preti (da 30.909 nel 1992 a 25.542 nel 2002), dei seminaristi (da 1172 nel 1994 a 773 nel 2003) e una diminuzione dei cattolici praticanti e dei giovani che frequentano la Chiesa. Mons. Ricard si dice "preoccupato" per questa situazione ma "non angosciato": "La Chiesa è, certo, di fronte ad una terribile sfida, ma non è priva di risorse per affrontarla positivamente. Penso che la crisi attuale della Chiesa sia più un reale cambiamento che ad una lenta disgregazione". (segue)” ”