"Le rappresentazioni televisive dei reality show dedicati a cuori solitari e fidanzamenti i crisi tendono a svalutare l’istituzione del matrimonio: se per mettersi insieme a una persona ciò che conta è soltanto l’attrazione fisica, che cosa può restare a sostenere l’unione matrimoniale una volta che la passione iniziale inevitabilmente cede il posto alla quotidianità del sentimento?”. Ad affermarlo è Marco Deriu, docente di Etica e Deontologia della Comunicazione presso l’università Cattolica di Milano, in un articolo pubblicato della rivista “Famiglia” che dedica il numero di ottobre al tema “La solitudine dei fidanzati”.
Nell’articolo dal titolo “Galeotto fu il piccolo schermo” Deriu analizza i format di alcune trasmissioni popolari come “Vero Amore”, “Al posto tuo”, “Sposami subito”, facendo osservare come “emerge da questi programmi l’idea romantica dell’amore come conquista con l’alone di illusione che lo circonda, ma non viene declinato il concetto reale di amore come vita vissuta, come quotidianità dell’affetto reciproco, con le naturali imperfezioni che si superano con pazienza attraverso la condivisione”. “In queste rappresentazioni – sostiene quindi l’autore – l’amore è ridotto esclusivamente al momento estatico dell’infatuazione e l’esaltazione sdolcinata dell’aspetto sentimentale dell’amore da parte della Tv rischia di offuscare dimensioni di profondità relazionali meno evidenti e spettacolari ma fondamentali nella vita di coppia: l’attesa, la durata, la fedeltà, la pazienza, l’importanza dei piccoli gesti di ogni giorno”.