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” “Il Patriarca Delly, da parte sua, ha ricordato le “ottime relazioni” tra Chiesa caldea e Stato iracheno. “Siamo tutti parte della stessa famiglia, anche noi se siamo cristiani”, ha detto. E a margine della conferenza stampa ha aggiunto al Sir che l’incontro “è stato una grazia per noi iracheni e per tutti i paesi arabi. Spero che anche gli altri Paesi seguano l’esempio di questo presidente, che non fa distinzioni e dice: la religione è per il Signore e la patria è per tutti”. La Chiesa caldea e il presidente Talabani si sono già incontrati tre volte in Iraq. “Stavolta l’abbiamo invitato a Roma ed è venuto volentieri”. Durante il Sinodo della Chiesa caldea, che vede riuniti a Roma 20 vescovi dall’8 al 12 novembre, si stanno affrontando questioni normative e liturgiche, tra cui uno schema per un rito riformato della Chiesa caldea. “Speriamo di fare una celebrazione della messa che sia conosciuta dai fedeli – ha spiegato il Patriarca – che serva per avvicinare Cristo al popolo. Non abbiamo preso ancora nessuna decisione. Ma le cose vecchie che non servono più verranno cambiate”. Riguardo ai tanti cristiani iracheni che fuggono all’estero, secondo il Patriarca Delly “ci sono tante situazioni che motivano la migrazione, anche perché in Europa c’è più libertà che in Iraq”. “La mia richiesta – ha concluso – è continuare a pregare per dare pace, tranquillità e sicurezza al nostro Paese”. La Chiesa caldea conta oggi 700.000 fedeli, di cui 550.000 in Iraq e 150.000 sparsi nel mondo.