SCIENZA E FEDE: CARD. POUPARD, “LA DOMANDA SULL’INFINITO RIMANDA A DIO” E IN ESSA “SI GIOCA LA VITA DELL’UOMO”

“La domanda sull’infinito rimanda necessariamente a Dio” e “non è una questione intellettuale, ma dell’uomo intero” perché in essa “si gioca la sua vita”. Così il presidente del Pontificio Consiglio della Cultura, card. Paul Poupard, inaugurando ieri presso la Pontificia Università Lateranense i lavori del congresso internazionale “L’infinito in scienza, filosofia e teologia” che si chiude domani. L’incontro è promosso nell’ambito del programma di ricerca “Stoq” (Science, theology and ontology quest) finanziato dalla Templeton Foundation, coordinato dal citato dicastero vaticano e al quale partecipano le Università Lateranense e Gregoriana, e l’Ateneo “Regina Apostolorum”. “L’infinito è un banco di prova per i rapporti tra scienza e fede tra le quali, in quanto forme di conoscenza – ha proseguito il card. Poupard – non può esservi contraddizione”. Per padre George V. Coyne, direttore dell’Osservatorio Vaticano, tentare di “riempire con Dio i vuoti delle nostre conoscenze scientifiche sull’evoluzione, è l’esatto opposto dell’intelligenza umana. Dio – ha detto – è il creatore dell’universo che non può esistere indipendentemente da Dio, ma che non è Dio”. No, dunque, “al creazionismo diffuso soprattutto in America”, come pure “al panteismo o al naturalismo”. “L’infinito è un potenziale che non può essere mai raggiunto; l’avvento del computer ha mostrato la distinzione tra il finito, calcolabile nella vita reale, e l’infinito che rimane inafferrabile” ha sottolineato Enrico Bombieri, matematico dell’Istituto di Studi avanzati di Princeton.
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