“La popolazione sacerdotale in Italia , nonostante l’afflusso regolare di circa 500 nuovi ordinati l’anno, si ridurrà dagli attuali 32.900 preti a circa 28.300 nel 2013 e a 25.400 nel 2023. Una contrazione imputabile prevalentemente all’elevata mortalità che interesserà le leve anziane, oggi piuttosto folte”. E’ uno dei possibili scenari futuri ipotizzati dalla ricerca “La parabola del clero. Uno sguardo socio-demografico sui sacerdoti diocesani in Italia” (schede sintetiche, *.pdf – 322kb), presentata questa mattina a Roma. Un clero che, tuttavia, non sarà solo inferiore di numero, “ma diverso per cultura, mentalità, memoria, rispetto a quello che conosciamo oggi” osservano gli autori dell’indagine, Luca Diotallevi e Stefano Molina, e “visto il ventaglio di ruoli che nelle organizzazioni ecclesiastiche cattoliche italiane è affidato al clero diocesano, è facile prevedere che fra vent’anni le parrocchie e le curie avranno un aspetto e un modo di funzionare molto diversi da quelli attuali a causa del calo dei sacerdoti disponibili”. Secondo la ricerca “si accentueranno alcune differenze socio-religiose tra le diverse regioni pastorali italiane, tra cui la variabile della crescente presenza di sacerdoti stranieri”, ma al tempo stesso, “altre differenze, quali le densità regionali del clero, saranno impegnate in un lento processo di convergenza”.