GIORNALISMO: WALTER TOBAGI, A SPOLETO UN CONVEGNO A 25 ANNI DALLA MORTE” “

“La sconfitta politica del terrorismo passa attraverso scelte coraggiose: è la famosa risaia da prosciugare, tenendo conto che i confini della risaia sono meglio definiti oggi che non tre mesi fa". E’ una frase di Walter Tobagi, il giornalista ucciso a 33 anni dalle Brigate Rosse in uno dei periodi più bui della storia italiana. Per ricordarne la figura e l’attualità della testimonianza, a 25 anni dalla morte, si apre oggi a Spoleto (sua città natale) un convegno dal titolo: "Walter Tobagi, il cittadino giornalista. Ricordi e riflessioni a 25 anni dalla morte", durante il quale si ripercorrerà l’attività del giovane storico e cronista, dall’esperienza liceale de "la Zanzara" (il giornale del liceo Parini di Milano) al Corriere della Sera, il quotidiano per cui lavorava quando fu ucciso, fino all’impegno nel sindacato. Tra i temi delle tre giornate di incontro, coordinate da Antonio Ferrari, inviato speciale e commentatore del "Corriere della Sera" ed esperto di tutte le fasi del terrorismo italiano nero e rosso, uno "spaccato" sugli anni Settanta, i movimenti e il terrorismo; una giornata dedicata alla preparazione culturale di Walter (12 novembre), per cerare di capire, partendo dal "caso Tobagi" come "narrare la storia di oggi"; una tavola rotonda (il 13 novembre) con rappresentanti  del mondo sindacale, sul tema "Poter capire e voler spiegare: quale indipendenza possibile"?. La sera prima di essere assassinato, Tobagi presiedeva un incontro al Circolo della stampa di Milano, per discutere del "caso Isman", un giornalista del "Messaggero", incarcerato perché aveva pubblicato un documento sul terrorismo. Dopo aver parlato a lungo della libertà di stampa e della responsabilità del giornalista di fronte all’offensiva delle bande terroristiche, aveva detto: "Chissà a chi toccherà la prossima volta". Dieci ore più tardi era caduto sull’asfalto sotto i colpi di giovani killer.