ABBANDONO MINORI: GRIFFINI (AIBI), OGNI GIORNO UN BAMBINO "DEVE FARE I CONTI CON LA FRAGILITÀ DELLA SUA SPERANZA"

"Il bambino abbandonato è solo: ogni giorno deve fare i conti con la fragilità della sua speranza. Il male dell’abbandono è dentro di lui", ha iniziato così Marco Griffini, presidente dell’Associazione "Amici dei bambini", il suo intervento al convegno che si è tenuto, stamattina, a Milano al Circolo della Stampa dal titolo: "L’emergenza abbandono in Italia e le risposte dell’accoglienza". Secondo i dati più recenti sono oltre 2.600 i ragazzi abbandonati, ospiti in 215 istituti. Durante l’incontro organizzato da "Chicco" e dall’Associazione "Amici dei bambini" è stato affrontato il tema dell’abbandono dei minori in vista della chiusura degli istituti per minori prevista per il 31 dicembre 2006. "La prima aspettativa di cui un bambino non è consapevole, ma che è implicita, è quella di avere delle figure genitoriali che si prendano cura di lui e lo proteggano in modo da garantirgli un grado sufficiente di sicurezza personale. Per questo accogliere in famiglia gli ex-bambini istituto è la vera risposta all’abbandono", puntualizza Massimo Ammaniti, ordinario di psicologia dinamica e clinica dell’infanzia. "L’adozione e l’affido rappresentano un momento di fortissimo impatto nella vita di un piccolo e dei genitori che lo accolgono. Per questo è importante organizzare una rete di supporti per collaborare con chi adotta", spiega Maurizio Tucci della Società italiana di pediatria. La possibilità per ogni bimbo di vivere in un contesto familiare e di avere due genitori di riferimento è il principio su cui si basa la legge che orienta alla chiusura degli istituti. "Nell’area Nord-Italia case-famiglia, comunità-alloggio sono realtà che funzionano bene da parecchio tempo, ci auguriamo che la stessa cosa accada in tutte le Regioni", precisa Michele Augurio, giudice onorario del Tribunale per i minorenni di Milano.