"Un regime politico autenticamente laico accetta sia che i singoli cristiani agiscano da cristiani nella società senza camuffarsi da uomini qualunque, sia che la Chiesa manifesti le proprie valutazioni sulle grandi questioni etiche in gioco". Lo ha detto il card. Renato Raffaele Martino, presidente del Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace, presentando oggi ai parlamentari italiani, insieme con il presidente della Camera dei Deputati, Pier Ferdinando Casini, il Compendio della dottrina sociale della Chiesa. "E’ questo ha precisato il porporato un interesse della stessa politica, in quanto se essa pretende di vivere come se Dio non ci fosse, alla fine si inaridisce e perde la consapevolezza dell’intangibile dignità umano. Contestando una concezione della laicità che escluda la religione dalla vita pubblica, relegandola a fatto puramente privato, il cardinale ha ribadito che "il cattolicesimo non potrà mai rinunciare ad un ruolo pubblico della fede", distinguendo tuttavia quando i fedeli operano a nome proprio e quello che compiono a nome della Chiesa assieme ai loro pastori. "La democrazia utile alla maturazione di una comunità politica veramente umana ha aggiunto Martino riferendosi al Compendio è quella intesa non solo come libertà politica ed elettorale, non solo come partecipazione di tutti al pubblico dibattito, e nemmeno come rivendicazione di diritti, ma anche e soprattutto come tutela e sviluppo della persona".