"Suonano come delle minacce" le affermazioni della vicepresidente del governo Maria Teresa Fernandez De la Vega, che ha annunciato ieri la diminuzione dei contributi governativi alla Chiesa spagnola. Lo ha detto mons. Antonio Dorado, vescovo di Malaga e presidente della Commissione per l’insegnamento della Conferenza episcopale spagnola, in un commento all’agenzia Efe riportato sul sito ufficiale della Chiesa spagnola. Mons.Dorado considera queste parole "inopportune", che "non hanno niente a che vedere con il finanziamento o l’appoggio economico dello Stato per arrivare o meno ad un accordo sulla Legge sull’insegnamento, impegni trattati in capitoli diversi degli accordi Stato-Chiesa". Il vescovo di Malaga ha precisato che "il denaro che viene offerto alla Conferenza episcopale non proviene dal governo, ma dalla società che liberamente sottoscrive una clausola apponendo il ‘sì’, nella parte detraibile delle imposte popolari". Mons. Dorado ha chiesto al governo "di dialogare entro i limiti stabiliti dagli accordi tra Chiesa-Stato e Costituzione". "Non chiediamo favori ha precisato – ma pretendiamo ciò che è riconosciuto dalla Costituzione e previsto dagli accordi internazionali Chiesa-Stato". Il vescovo ha precisato che non intende fomentare la polemica, ma "cercare l’atteggiamento più sincero e dialogante per tutti", anche perché dopo la grande manifestazione popolare di sabato scorso a Madrid contro la riforma educativa "l’esecutivo deve riflettere ed essere sensibile alle proteste, che non sono di un gruppo di vescovi, ma di tutta la società rispetto a diritti che le spettano, e non favori".” ”