ECUMENISMO: KASPER E ARAM I A GINEVRA PER IL 40° ANNIVERSARIO DELLA COLLABORAZIONE TRA IL CONSIGLIO ECUMENICO E LA CHIESA CATTOLICA (2)

A questo proposito, il card. Kasper ha voluto precisare che “la concezione cattolica dell’unità non deve essere confusa con l’uniformità”. “Un vero dialogo – ha detto – va ben al di là di un semplice scambio di idee: è, in un certo senso, uno scambio di doni che riceve ogni Chiesa coinvolta”. Il terzo punto parte dal presupposto che “non esiste ecumenismo senza conversione”. “Il rinnovamento e la conversione personali – ha detto Kasper – implicano un cambiamento di attitudine verso gli altri che conduce a purificare le memorie delle esperienza amare del passato e a evitare dichiarazioni ingiuste e polemiche, aprendo alla via della riconciliazione”. C’è poi l’ecumenismo spirituale. "Il semplice attivismo ecumenico diventa burocrazia senza anima" e "il dibattito accademico, seppur importante, rifugge il fedele normale e non tocca che marginalmente il suo cuore e la sua vita". L’ultimo punto riguarda la testimonianza delle Chiese nel campo dei valori familiari, dell’educazione, della giustizia e della pace, della salute e la salvaguardia della creazione perché – ha detto Kasper – "l’unità della Chiesa non è fine a se stesso".