I "Medici senza frontiere" non operano solo nei paesi in via di sviluppo, ma anche nel Mezzogiorno d’Italia: è il caso della presenza, avviata da alcuni mesi, nel territorio dell’Asl Napoli 2 che comprende tutta la zona flegrea e a nord della provincia di Napoli. L´organizzazione non governativa francese, nata negli anni ’70 per fronteggiare l´emergenza africana del Biafra, è presente da qualche tempo anche in Europa, sempre con lo stesso intento: offrire l´assistenza sanitaria a chi è in difficoltà. Nel caso di Napoli, lo scopo principale dell’iniziativa è far conoscere tra la popolazione immigrata il servizio Stp (Stranieri temporaneamente presenti), cioè l’assistenza sanitaria di base anche gli extracomunitari irregolari, come previsto dalla legge Turco-Napolitano e non modificato con l’attuale testo unico Bossi-Fini. L’85% dei progetti portati avanti da "Medici senza frontiere" sono finanziati grazie a donazioni private. "L’Asl Na2 – spiega Giuseppe De Mola, coordinatore del gruppo operativo in Campania – è sempre stata molto sensibile alle tematiche per gli stranieri e già sono presenti ambulatori attivi da qualche anno. In più c’è una presenza di immigrati molto forte e grandi situazioni di disagio”. L’équipe locale è formata da cinque persone: un medico, un amministratore, due operatori sociali con competenze legali e addetti alla ricerca utenti, un coordinatore. A loro si affiancano due mediatori culturali: una ragazza di origine nigeriana e un’altra ucraina. Oltre che in Campania, ci sono altre iniziative in Italia: a Lampedusa, Ragusa e Roma. Questi ultimi due sono progetti simili a quello di Napoli con l’intento di far conoscere agli irregolari il tipo di assistenza a cui hanno diritto.