GIORNATA DELL’INFANZIA: L’IMPEGNO DEL VIS PER "UNA CULTURA DEI DIRITTI UMANI"

“I diritti umani non si insegnano dall’alto al basso, come non si impongono; i diritti umani si trasmettono e si apprendono”. È quanto ha dichiarato Antonio Raimondi, presidente del Vis (Volontariato internazionale per lo sviluppo), alla vigilia della Giornata per i diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, in programma il 20 novembre. “Nei 32 Paesi ove operiamo insieme ai salesiani – ha aggiunto – educhiamo i bambini e i ragazzi ad una cultura dei diritti umani, patrimonio di tutti, parte integrante e irrinunciabile nella formazione e nel processo di sviluppo umano. Noi crediamo fermamente che i diritti umani non debbano essere una materia per addetti ai lavori, ma tutti, bambini, ragazzi, adolescenti, adulti possono apprendere il valore etico del diritto e partecipare ai suoi effetti pratici sul vivere sociale", attuando così "un circolo virtuoso fondamentale, in alcuni luoghi, per ricostruire una società civile". Per quest’anno, al Centro Don Bosco di Ngangi a Goma nella Repubblica Democratica del Congo – si legge in una nota – sono state sviluppate nuove iniziative per diffondere una conoscenza migliore dei diritti del bambino, in una regione del Continente africano, dilaniata dalla guerra e dalle lotte etniche, ove sono sistematicamente ignorati e violati. Per la prima volta, è stato realizzato, in collaborazione con l’Unicef, un libretto in lingua "swahili" – il dialetto parlato nella zona – che presenta i 10 principi della Dichiarazione dei Diritti del Bambino del 1959 illustrati con i disegni realizzati dai bambini del Centro Don Bosco. L’opuscolo è stato distribuito agli insegnanti e ai ragazzi di questa città del nord del Paese. Analogamente, in Albania, ove il Vis è presente dal 1992, si è organizzato un "ciclo educativo ai diritti umani" rivolto agli adolescenti di 5 diverse regioni, riuscendo a coinvolgere, "come protagonisti della propria crescita e promotori stessi dei diritti umani", 2.000 ragazzi.