BENEDETTO XVI: "NON DOBBIAMO AVERE PAURA DELLA MORTE", "DIO AMA CHI DONA CON GIOIA"

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” “"Nel giorno della commemorazione dei defunti, siamo tutti confrontati con l’enigma della morte, quindi con la questione del vivere bene". Lo ha detto il Papa, che ha terminato l’udienza di oggi con una "aggiunta a braccio" sul tema del legame tra morte e vita, partendo dalla festa liturgica del 2 novembre. "Ricordiamo la felicità", ha esortato fuori testo il Santo Padre: "Felice – ha proseguito – è l’uomo che dona, che non prende la vita per se stesso. Felice è colui che è misericordioso con i giusti, che vive dell’amore di Dio e del prossimo. Così – ha concluso il Pontefice – viviamo bene e non dobbiamo avere paura della morte, perché siamo nella felicità che viene da Dio e che dura sempre".
Parlando ancora una volta a braccio nel corso della catechesi, Benedetto XVI – ricordando la figura di Giobbe nel contesto del commento al Salmo 111 – ha citato le "persone giuste che soffrono ingiustamente in tante parti del mondo", e ha invitato i fedeli a porsi a servizio dei fratelli con "un’estrema generosità, completamente disinteressata". "Dio ama ci dona con gioia", ha ammonito infatti il Santo Padre citando la lettera di S. Paolo ai Corinzi, al centro del commento al salmo citato di Clemente Alessandrino, che ricorda come Gesù "dichiara ingiusto per natura ogni possesso che uno possiede per se stesso come bene proprio e non lo pone in comune per coloro che ne hanno bisogno".