LOCRI-GERACE: A RISCHIO CHIUSURA ATTIVITÀ PASTORALE PER LE FAMIGLIE. LA DIOCESI, "NON RENDIAMO QUESTA TERRA UN DESERTO"

Rischia “seriamente” di essere bloccata l’attività pastorale, diretta alle famiglie della locride, che la diocesi di Locri-Gerace sta portando avanti con il Centro di nuzialità ecclesiale “La casa di Aquila e Priscilla” nell’ex Centro Aias di Ellera di Camini (RC). Nel piccolo borgo, infatti, la diocesi calabrese è presente fin dal 1997, prima con attività pastorali per i giovani promosse da alcune religiose e dal 2003 con una comunità di vita familiare che “vorrebbe dar vita ad un Centro di spiritualità familiare”, unico nel suo genere in tutto il Centro-Sud, e che ha come scopo l’accoglienza di gruppi famiglie, provenienti da varie parti d’Italia, per periodi di formazione e di vacanza. E’ il cosiddetto “turismo religioso” che sempre più sta avendo una “evoluzione positiva e che permetterebbe – spiega al Sir don Pietro Romeo, responsabile del Centro – in un periodo come questo di scoprire i lati positivi della locride e della Calabria nei suoi aspetti storico-culturali”. Questo potrebbe essere “vanificato”, si legge in un comunicato diffuso nei giorni scorsi dalla diocesi calabrese: “In questi due anni, purtroppo, da parte dell’amministrazione comunale – si legge nella nota – non è arrivato alcun accenno di collaborazione; anzi, la giunta comunale pretende per una parte del Borgo un canone di affitto a carico della diocesi. In una terra di sangue, così purtroppo definita dai telegiornali nazionali – conclude la diocesi – chiediamo ancora una volta, soprattutto a chi di dovere, un sobbalzo di coscienza per contrapporsi a chi vuole fare di questa terra anche un deserto”. ” “