DELITTO COGNE: CASETTI (CATTOLICA), "ESTERREFATTO PER I BIGLIETTI DISTRIBUITI ALL’INGRESSO DEL TRIBUNALE. L’IMMAGINE DI UN PAESE IMMATURO"

"Sono esterrefatto  che ci siano persone che prendano il biglietto per entrare in tribunale. E’ forse la cosa che mi ha colpito di più. Il sospetto è che ci sia un effetto mediatico molto forte e priva di rispetto per tutti i protagonisti della vicenda". A parlare del processo Cogne in corso a Torino e dell’effetto mediatico che sta suscitando, è Francesco Casetti, docente di comunicazione mediale all’università Cattolica di Milano. "Sappiamo – dice – che la storia di Italia è costellata di grandi delitti che hanno suscitato, per una ragione o per l’altra, un’attenzione morbosa da parte dei media e dei cittadini. Emerge da una parte una dimensione di immaturità nel Paese, dall’altra un’azione di diseducazione da parte dei media. Entrambe innescano un fenomeno, quello della non educazione al rispetto che si traduce spesso nella incapacità a fermarsi davanti alle cose. Non è purtroppo una novità. Suona piuttosto come il ritorno di alcune pagine di immaturità che si sono verificate nella pubblica opinione. Questa immaturità è indubbiamente alimentata da alcuni media che giocano e sanno di giocare sulla curiosità morbosa. La responsabilità è quella per cui il rispetto dovrebbe venire prima di ogni altra cosa. Rispetto per la vita spezzata di un bambino, rispetto per una madre, che colpevole e no, merita comunque rispetto per il dolore, per quel qualcosa di insondabile che c’è in lei. Alimentare la curiosità su di lei è il modo peggiore di rispondere a quello che sta passando". Casetti passa in rassegna i plastici ricostruiti in tv, le cartine della casa apparse sulla stampa, i fotogrammi di video riservati. "Non sto dicendo che non bisogna dare la notizia, ma c’è modo e modo di darla. Non sono uno di quelli che dice che bisogna chiudere gli occhi. Quando si chiede rispetto, lo si chiede sul modo di trattare le cose. C’è una morbosità attorno a queste vicende che si deve rompere".