"Per chi lavora nel campo del consumo critico non è una vittoria ma una disgrazia. Nessuno gioisce di questa notizia. E’ molto strano che una sostanza utilizzata negli imballaggi poi passi al contenuto. Quello su cui si dovrebbe indagare è capire cosa è successo dal 9 novembre ad oggi, ossia che tipo di problema c’è stato". Commenta così al Sir Miriam Giovanzana, direttrice della rivista "Altreconomia", l’odierna notizia del sequestro di 30 milioni di litri di latte in polvere della Nestlè, perché risultato avariato da una sostanza contenuta nell’imballaggio. Un primo sequestro di 2 milioni di litri era già avvenuto il 9 novembre. "E’ una vicenda un po’ oscura perché non si sa cosa sia avvenuto fino ad oggi osserva Giovanzana, che è autrice di un volume a favore del boicottaggio della multinazionale -. Anche perché la Nestlè ha informato che le confezioni sono già state sostituite sul mercato". Riguardo ai controlli sulle merci, Giovanzana ammette che "effettivamente è difficile controllare sia la quantità sia la differenziazione dei marchi", anche se "le grandi aziende normalmente non incappano in questi problemi. Ma stavolta il caso è grave perché ha a che fare con l’infanzia". (segue)