USURA: I 10 ANNI DELLA CONSULTA NAZIONALE, “NAPOLI LA PROVINCIA PIÙ A RISCHIO, MA ANCHE IL NORD ITALIA, I CETI MEDI, GLI IMMIGRATI”

” “Il “rischio usura” non è più solo nel Sud Italia, ma oramai “è diffuso su tutto il territorio italiano, proprio per il tipo di congiuntura economica che stiamo vivendo”. Napoli è la provincia italiana a maggior rischio, seguita da Catanzaro, Caserta e Lecce (dalla parte opposta Bolzano, Reggio Emilia e Belluno) ma l’usura è comparsa “perfino a Vicenza e Varese, con la smobilitazione di industrie prima fiorenti che però non riescono a reggere l’impatto della globalizzazione”. Sono alcuni dei dati illustrati dal sociologo Maurizio Fiasco, curatore della ricerca su “L’usura nelle diverse province italiane”, presentata oggi pomeriggio a Roma al convegno per celebrare i 10 anni dalla nascita della Consulta nazionale antiusura. Se le province meridionali hanno il primato negativo del maggior “rischio”, soprattutto le province piccole del centro-sud, non sono da meno “alcune zone del Nord, in particolare la Liguria e le località di confine a causa della diffusione del gioco d’azzardo”, ha spiegato Fiasco. Anche perché “se il 6,5% delle famiglie italiane è sotto la soglia della povertà – ha fatto notare – c’è ampio spazio per trarre interesse dagli indigenti”. Senza contare i nuovi fenomeni dello “sfruttamento usurario dell’immigrazione, l’emergenza abitativa nelle grandi città e perfino le difficoltà economiche dei ceti medi a doppio reddito”. L’usura, infatti, ha ricordato mons.Francesco Montenegro, presidente della Caritas italiana, “cammina a braccetto con la povertà”, che “negli ultimi anni sta assumendo sempre di più il volto di famiglie intere che di per sé non hanno disagi conclamati, ma avendo a disposizione minori opportunità economiche, non possono accedere a determinati servizi, come gli asili nido o le scuole materne a costi elevati. Sono tutte soglie pericolose che fanno imboccare la via dell’usura, che fa diventare la povertà cronica”. (segue)