CEI: CARD. SCOLA A PALERMO, I CRISTIANI CHIAMATI “A PROPORRE ALLA SOCIETÀ CIVILE L’IDEALE DELLA VITA BUONA”

“Gli uomini non sono soltanto uguali, ma sono anche corresponsabili, in libertà, gli uni degli altri”; per questo non “possiamo ridurre il contenuto della parola civis alla semplice proclamazione dell’uguaglianza tra gli uomini e ad una concezione formale dei loro diritti”, e la comunità cristiana ha il compito di “proporre con forza alla società civile l’ideale concreto della vita buona”. Il richiamo è del patriarca di Venezia, card. Angelo Scola, intervenuto questa sera a Palermo al convegno su “Ricorda, racconta, cammina: da Palermo 1995 a Verona 2006” (fino al 27 novembre). Tre imperativi, quelli contenuti nel titolo dell’incontro, sintetizzabili per il patriarca di Venezia dal concetto di “traditio”, elemento irrinunciabile nell’educazione che costituisce “l’ambito privilegiato dell’intreccio fede, religione e cultura in una società”. Proprio a partire “dalla dinamica della ‘traditio'”, per il card. Scola la comunità cristiana è chiamata “ad educare uomini e donne capaci di entrare laicamente ed autonomamente nell’agone della società civile per proporre con forza l’ideale concreto della vita buona”. Un ideale che deve essere “simultaneamente perseguito dal singolo e dalla comunità” che non sono, ha precisato il patriarca, “due elementi separati che si devono poi ricomporre. Così facendo – ha avvertito – non sarebbe possibile né riconoscere la persona, né edificare una società” autentica in cui “il cittadino sia responsabile del corpo cui appartiene”.