"Gli ultimi dati dimostrano che i quantitativi di cocaina sequestrati nell’Unione europea sono quasi raddoppiati tra il 2002 e il 2003, passando da 47 tonnellate a oltre 90 tonnellate". La Relazione 2005 stilata dall’Osservatorio europeo sulle droghe, che opera dal 1995 con sede a Lisbona, fotografa una realtà complessa, diversa da paese a paese, ma comunque allarmante. Secondo il rapporto "la maggior parte della cocaina entra nell’Ue attraverso la Penisola iberica e i Paesi Bassi, utilizzando come principali zone di transito i paesi africani e caraibici". La ricerca segnala quindi un "impatto crescente della cocaina sulla salute pubblica"; "in Europa la domanda di trattamento per problemi legati alla cocaina è in aumento" e "i decessi riconducibili alla cocaina sono un problema grave, probabilmente ancora sottostimato. Accade spesso, infatti, che i consumatori di oppiacei assumano anche cocaina di cui si rileva spesso la presenza nei casi di overdose". Ma altre sostanze sono regolarmente consumate da una parte della popolazione europea: infatti "gli ultimi dati dimostrano una tendenza all’aumento del consumo di ecstasy e anfetamine da parte dei giovani-adulti nella maggior parte dei paesi Ue". "Le indagini nazionali riferisce l’Osservatorio sulle droghe – indicano che una percentuale di popolazione compresa tra lo 0,6% e il 13,6% riferisce di aver provato l’ecstasy e una percentuale compresa tra lo 0,4% e il 6% riferisce di averne fatto uso nell’ultimo anno. Le percentuali massime di consumo di ecstasy sono riportate da Estonia, Spagna, Repubblica ceca e Regno Unito". (segue)