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” “"Salviamo la legge sui beni confiscati alle mafie": è l’appello diffuso da Libera – al quale hanno aderito i familiari delle vittime della mafia e numerose altre associazioni del mondo cattolico e laico – e rilanciato concretamente in tutta Italia tramite la Carovana internazionale antimafie, partita il 15 settembre e da domani fino al 28 novembre nel Lazio (a Frosinone, Fondi, Rieti, Sezze, Roma). La Carovana, costituita da tre furgoni, intende sensibilizzare scuole e altre realtà della società civile sul tema della lotta alla mafia, tramite incontri, mostre e vendite di prodotti che provengono da territori confiscati. L’appello si riferisce alla legge Rognoni-La Torre, che da oltre 20 anni permette di destinare a scopi sociali i beni immobili confiscati alla mafia. Una legge "oggi in pericolo", denuncia Libera, a causa del disegno di legge delega AC 5362 che "rischia di essere approvato in Parlamento in nome di un malinteso garantismo". Con questo disegno di legge, infatti, "nessun provvedimento di confisca, di fatto, sarebbe mai definitivo". E tutti i beni confiscati (terreni coltivati da cooperative di giovani, immobili trasformati in sede di associazioni o in caserme di forze dell’ordine) "finirebbero in un limbo di assoluta incertezza". "Esattamente il contrario di quanto sarebbe necessario oggi afferma Libera -. Le mafie, infatti, hanno da tempo affinato i meccanismi con cui riciclano i proventi delle loro attività illecite e nel nostro Paese si registra, negli ultimi anni, una consistente flessione del numero di beni confiscati". Da qui la richiesta ai parlamentari di "un serio e approfondito ripensamento", soprattutto per quanto riguarda "la possibilità di revisione dei provvedimenti definitivi di confisca"". "Trasformando questi beni conclude Libera come sta avvenendo faticosamente oggi, in segni tangibili di legalità e giustizia".