VERSO VERONA 2006: CONVEGNO CEI A PALERMO. RONDONI (POETA) E DONINELLI (SCRITTORE), "NO" ALL’IDOLATRIA DELLA LETTERATURA RIDOTTA A SPETTACOLO

"Nella letteratura non verranno mai a mancare le domande radicali. Il rischio che corriamo oggi però è un altro: l’idolatria della letteratura". Lo ha affermato questo pomeriggio il poeta Davide Rondoni, a Palermo per un dibattito sui "Cristiani e la letteratura del Novecento", promosso all’interno del primo momento dell’itinerario nazionale verso il Convegno ecclesiale di Verona (16-20 ottobre 2006). La questione religiosa è vivissima nei poeti del Novecento, ha spiegato Rondoni. Non soffriamo, dunque, per la mancanza di temi religiosi, ma per "la tendenza a ridurre l’arte a semplice intrattenimento". Così facendo, la letteratura diventa una "tragedia dissimulata" e la vita "viene consegnata a una grande delusione". Rondoni, al contrario, definisce la letteratura come "un viaggio dentro la vita ancora aperta, la cui salvezza non dipende dalla letteratura stessa, che non deve diventare una religione". Sulla stessa lunghezza d’onda è lo scrittore Luca Doninelli che denuncia una cultura ridotta a una specie di rito, con i suoi templi e vittima di una crescente spettacolarizzazione. "Per me la letteratura – ha rivelato – è spegnere delle luci per aiutare il lettore, affinché insieme possiamo vedere di più".