Vivibilità e qualità delle vita nelle aree rurali; domanda ed offerta di welfare in queste zone; contributo dell’agricoltura al miglioramento della qualità della vita. Sono i tre temi affrontati dall’indagine sul welfare nelle aree rurali, svolta dall’Iref e dalla facoltà di Agraria dell’Università di Perugia, che verrà presentata nel corso del 3° congresso nazionale di Acli Terra che si svolgerà dal 1 al 3 dicembre a Reggio Calabria sul tema "Tradizione e contemporaneità nuove frontiere dell’integrazione: agricoltura e società". Basata su un campione di quasi 1.500 intervistati tra i 25 ed i 74 anni, residenti in Comuni rurali l’indagine mostra che le aree rurali italiane offrono una buona qualità di vita anche se restano i problemi dell’occupazione e, in genere, delle poche opportunità specie per i più giovani. Dalle risposte emerge, infatti, che "la maggioranza degli intervistati (58,9%) lega la sua permanenza nelle zone rurali a questioni di tradizione familiare, il 30,5% ad una scelta consapevole mentre solo il 10,6% la definisce di necessità. L’83,2%, dichiara di mantenere un forte radicamento nel territorio in cui vive per motivi legati al fattore umano (26,1%), al paesaggio (25,8%), agli stili e ai tempi di vita (24%). (segue)